domenica 6 settembre 2020

Fata


Fata del nulla in un oblio intellettuale, schiava di un tempo che ti fa il verso e non riesce a fermare il tuo continuo vacillare. Sei specchio senz'anima, sei solo apparenza e il vuoto che senti è antipasto di un desinare fatto di vaneggiamenti. 

La tua età e il tuo volto riflettono un acume che non hai e a cui non brami e ti guardo mentire a te stessa, agli anni e allo specchio. Assurda ti specchi in vetrine di luce fredda e compiaciuta ti ammiri. Sei povera dentro, come una vecchia senza prole si inventa materna tu fingi di essere ciò che non sei e che mai sarai.

Amaramente temo di somigliarti e, come la brezza in autunno denuda un albero dalle foglie secche, lascio che il vento mi spogli da questa malsana sensazione di non essere sostanza ma solo superficie. 

Non so se verrà un tempo in cui riderai di te stessa, della tua apatica vanità e di ciò che credevi di mostrare. Tu non sei nulla se non una scritta sulla sabbia che un'onda cancellerà prima di immergersi nel profondo che a te manca.



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Fata

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