giovedì 18 dicembre 2014

forse giungerà Natale



Lampioni bruciati,
nella via scura
e dentro di me.

Non vedo luminarie,
né addobbi;
solo il silenzio di un Natale buio.

Nessuno nasce, né muore in questo stanco oblio.
Tutto staticamente giace nel riposo inquieto,
di chi è troppo stanco per addormentarsi.

Clamore laconico,
di un male indifferente e folle,
ricopre la falsa leggerezza del Natale.

Il mondo saltella stanco
fingendo di ridere,
agghindato
con la solita maschera di clown,
ormai lisa, scolorita, e tragicamente maligna.

Un uomo con un sacco
si sofferma sbuffando,
e a passi pesanti
riprende la via.

Resti di autunno ridati alla terra
a ricordare
che non è tempo per nascere.

Ascolto parole di ieri
fasulle, già spente, incolori
in un Natale di tregua.

Lieve,
un fiocco cade lento,
quasi trasparente,
nel grigiore di un dicembre opaco.

Rassetto i pensieri,
e c'è fumo
nel raccolto andato a male,
di un anno che sta per finire.

Mi adagio nei tuoi occhi nocciola,
e scorgo il sorriso.
Torna la luce.

Resto a guardarti,
immersa nel grigio del mio annoiato dolore.
Mi stringi la mano
e il calore mi avvolge.

I fiocchi prendono forza,
magicamente bianchi,
e ora...solo ora
abbracciata alla conseguenza migliore di me,
decido che forse
giungerà Natale.






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