mercoledì 27 giugno 2012

Un giorno ti svegli e non sei più la stessa (concorso Messaggero)

SPECCHIO INDIAVOLATO


La notte era trascorsa placida e calma ed Aurora aveva riposato dopo notti di veglia in cui aveva, suo malgrado, riflettuto sui tasselli mancanti della sua vita adulta giungendo alla desolante conclusione che era rimasta una crisalide umana, incapace di effettuare il salto che da ragazza l’avrebbe trasformata in una persona adulta; Viveva come se avesse 20 anni pur essendo trascorsi 20 anni da quando ne aveva davvero 20  per un totale di 40.
Semplice matematica; Basilare paradigma del caos presente nella mente di Aurora. Il segnale categorico di stop l’aveva colta alla sprovvista e per timore d’incrociare altri veicoli si era arrestata per un lasso di tempo lungo 20 anni.

Aurora, specchiandosi non percepiva un’immagine adulta, piuttosto, si sentiva simile ad una fatina, un elfo senza età e quando era particolarmente critica con se stessa si paragonava ad un patetico Peter Pan che si ancorava forzosamente alla gioventù spezzandosi le unghie e digrignando i denti per la fatica.

Finalmente aveva riposato, il suo immancabile mal di testa aveva risposto anche quella mattina all’appello presentandosi nel suo costante esercizio di martellamento alla scatola cranica di Aurora; Avrebbe dovuto essere motivo d’orgoglio tanta fedeltà.
Da 20 anni l’emicrania l’accompagnava con inalterata sollecitudine; Una fedeltà tale non l’avrebbe ottenuta nemmeno dal più affettuoso dei cani.

 Era una calda mattina d’estate ed Aurora si stiracchiò tra le lenzuola.
Come sempre aveva dormito sola, era diverso tempo che non trascorreva la notte con un uomo, era troppo giovane per legarsi voleva godersi la libertà; Motivo per il quale non voleva figli: Era troppo giovane, dichiarava cantilenando da 20 anni.
Fece colazione, si truccò con i colori sgargianti che usano di norma le adolescenti.Uscì di casa per recarsi in palestra. Da anni insegnava danza moderna.
Apparentemente tutto quella mattina appariva normale; Clima umido, emicrania, borsetta nuova trendy, zeppe altissime da passerelle milanesi. Si rimirò  in un vetrina soddisfatta. Giunta in palestra chiacchierò scherzando con gli altri personal 20enni, poi iniziò la lezione.

Stranamente, dopo pochi minuti si sentì stanca, con il fiato spezzato. Incolpò il condizionatore, non regolato nel modo giusto, ma, osservando le sue allieve si accorse che non avvertivano lo stesso disagio.
Si riprese e terminò la lezione stentatamente certa di essere incappata in qualche virus parainfluenzale.Fatto singolare; non si ammalava mai, era giovane e forte come una roccia. Dopo altre due ore di lezione era allo stremo delle forze.
Non usava mai l’auto, preferiva muoversi a piedi e quando le balenò fulmineo il pensiero di chiamare un taxi lo cacciò repentinamente; Tornando verso casa incrociò persone con cui spesso scambiava saluti, ma le passarono vicino senza degnarla di uno sguardo .

Gente strana, pensò. Entrò nel bar in cui sostava ogni mattina per bere il caffè ed acquistare un gratta e vinci che le permettesse di realizzare i sogni futuri. Accadde un ulteriore bizzarria quando Matteo, il cameriere 20 enne con cui era solita scherzare le chiese:
 - Signora cosa posso portarle?-
Signora? Era completamente ubriaco o peggio, fatto già di mattina? Probabilmente era proprio così e quindi non era il caso di contraddirlo.

Il giorno seguente gli avrebbe spiegato che fare uso di sostanze che deteriorano la mente è pericolosissimo ed era necessaria per lui una bella resettata di vita; Tra coetanei si può dire ciò che si vuole ed è giusto aiutarsi.

 Lasciò il bar e rientrò a casa.

 Era stata una mattina dura e decise di annullare la seduta con l’estetista.

Aprì il congelatore cercando qualcosa di commestibile senza perdere troppo tempo. Non cucinava, non lo aveva mai fatto.

Trascorse la giornata sonnecchiando, fatto insolito; La sedentarietà non era nel suo status.
 Ad in tratto udì delle chiavi infilarsi nella toppa.
 A chi aveva dato le chiavi? Un vecchio fidanzato forse...
Presa dal panico si nascose sotto il letto.

 La porta di casa si aprì e ad Aurora sentì la voce di una bambina gridare:
- Mamma,sono tornata ci sei?-
Alla bambina rispose una voce d’uomo preceduta dalla tipica tosse presente nei fumatori:
- Giada la mamma non c’è, sarà ancora in palestra.-

 Chi erano  quegli intrusi che erano entrati in casa?
Possibile che avessero sbagliato appartamento?
 Ma che assurdità!

Rimase nascosta sotto il letto e la sua irritazione crebbe quando percepì odore di fumo. Quell’idiota non solo era in casa sua, ma fumava!

 Era sicuramente un pazzo e la bambina era certamente stata rapita e magari drogata.
La mente di Aurora tornò ad una decina di anni prima, frequentava un ragazzo che fumava, motivo per cui aveva interrotto la relazione.
 Uscì da sotto il letto guardinga e silenziosa. Trovò il coraggio di respirare solo quando sentì l’uomo dire:
- Greta scendo un attimo a prenderti una pizza. Guarda la tv.-

Aurora sentì la bambina acconsentire e poi udì la sigla di un cartone animato. Bene, si disse, ora è il momento giusto per uscire dalla stanza.

Si recò titubante in cucina per non spaventarla e la bambina per nulla sorpresa le corse incontro e gridò:
 - Mamma credevo che fossi ancora al lavoro, è venuto il papà a prendermi a scuola – 

 Aurora si fermò impacciata.

 La bambina  l’aveva scambiata per la madre! Era una giornata illogica.
 Era iniziata in modo strano, ora aveva raggiunto il vertice.

 Aurora non voleva destabilizzare quella bimba così dolce spiegandole come stavano le cose,quindi, suo malgrado  stette al gioco sperando di avere il tempo di fuggire prima che l’uomo rientrasse.

Passò distrattamente davanti allo specchio dell’ingresso per recuperare il cellulare e contattare la polizia quando con un sussulto vide lo specchio indiavolato e beffardo che le restituiva l’immagine di un’altra lei molto diversa; La donna allo specchio avrà avuto 40 anni e li dimostrava.
 Era il suo alter ego?
 Riguardò lo specchio e vide riflesse delle immagini che non le appartenevano.
Lei, con in braccio una bambina. Lei un po’ più vecchia che dava la mano alla bimba che ora era a casa sua e poi cosa ancora più folle in una foto era immortalata avvinghiata all’ex ragazzo che fumava, Lucio come il cantante, ricordava a stento il nome.

In quel momento Aurora avvertì un giramento di testa.

Cosa stava maledettamente accadendo? Chi era quella bambina? E chi la donna allo specchio? Perché il ragazzo del bar non l’aveva riconosciuta?.

 Ad un tratto rientrò l’uomo e lei lo riconobbe: Era Lucio un po’ imbiancato.                                                                                                                                        Aurora fu quasi sul punto di fuggire ma lui disse anticipandola:
 -Se sei a casa  posso andarmene -
 Aurora chiese stupidamente in balia dell’illogicità della situazione:
- Dove vai?-
 Lucio, guardandola torvo ed arrabbiato senza curarsi della presenza della bambina rispose:                
   - Mi hai cacciato da casa. Ora mi chiedi dove vado? Non sono fatti tuoi-                                      Aurora stupita rispose:
- E’ trascorso molto tempo- 
Lui sbottò irritato.                                               
 -Un mese. E’ molto?Cosa vuoi? Restare amici? Scordatelo! Verrò domattina a prendere Greta-

 Aurora restò immobile a fissare a bambina fino a quando Greta disse:
- Mamma sono stanca, vado a letto-
Aurora si sentiva sempre più confusa.
 Greta s’infilò in una cameretta solitamente usata per gli ospiti. Ora stracolma di giochi  e bambole.
Aurora era devastata, stranita e sconvolta. Si sedette sul divano e trascorse gran parte della notte cercando di capire cosa stesse accadendo. Fu interrotta da  una vocina assonnata che  disse:
 - Mamma posso dormire con te?-
 Aurora si recò nella stanza di Greta e si accovacciò nel letto della piccola che le sussurrò:
 - Mammina, puoi fare ritornare il papà?Ero felice prima che lo mandassi via-  
Aurora sempre più stupita rispose:
- Tu sai perché l’ho mandato via?-                                                
   La bimba con voce tenera rispose:
- Hai detto che volevi indietro i tuoi 20 anni-                                                                                                   
 Aurora trasalì, accarezzò i capelli di Greta sino a che non si addormentò.

 Prese anche lei sonno e si svegliò senza la fedele emicrania.
Si specchiò e non si sorprese di ritrovare l’immagine di una donna di 40 anni.
Preparò la colazione per sé e Greta e quando Lucio alle 7,45 si presentò per accompagnare Greta a scuola, Aurora lo fermò dicendo:
 - Non voglio che te ne vada, resta con noi-


In quel momento i 20 anni persi tornarono con i loro colori ed emozioni e finalmente Aurora recuperò se stessa e sorrise alla sua immagine riflessa ed alla sua famiglia. Si era ritrovata dopo tanto vagare e ora non si sarebbe persa mai più.




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