giovedì 17 febbraio 2011

RASHID


L'Uganda è uno stato dell'Africa Orientale, l'economia di questo paese è basata soprattutto sull'agricoltura. Foreste equatoriali , fiumi e laghi ricoprono la maggior parte della superficie. Gli abitanti essendo di varie etnie parlano diverse lingue; inglese, swahili, luganda che poi si ramificano ancora in dialetti locali.
E' un paese" cosidetto da noi occidentali" povero, in cui spesso i bambini non arrivano al decimo anno di età e muoiono a causa di aids, infezioni respiratorie, malaria e guerre civili.
In questo paese lontano abita Rashid, un bambino di otto anni, che come tutti i bambini del mondo non ha chiesto di nascere in Africa, in una famiglia povera ...Avesse potuto scegliere di certo non avrebbe scelto di essere un bambino di lingua swahili in un territorio in cui troppo spesso le guerre civili sono causa di morte oltre le malattie. ..Ma non si sceglie dove nascere,  da chi, nè quando....è come una lotteria e Rashid non ha certo estratto il primo premio ed è nato in Uganda. Sicuramente ama il suo paese, e crescendo lo amerà ancora di piu'. Certamente se ora chiedessi a Rashid di cambiare paese non accetterebbe mai, perchè la sua terra, il suo sangue e la sua famiglia sono piu' importanti degli agi di una civiltà occidentale di cui lui non fa parte. Giustamente Rashid, potesse decidere ora rimarrebbe nel suo paese..anche se la scuola non è un diritto per tutti e il 40% degli studenti si ferma dopo l'educazione primaria. Rashid ama immensamente l' Africa, spera di crescere, studiare e un domani potere fare qualcosa per migliorare uno stato che ha il dovere di svilupparsi...Rashid ha il diritto ad andare a scuola, solo così potrà un domani aiutare se stesso, la sua famiglia,  il suo popolo, la sua terra...ma purtroppo in Uganda anche studiare è un lusso per pochi. L'educazione primaria dura 7 anni ed è gratuita solo per 4 bambini a famiglia (teniamo conto che le famiglie hanno quasi sempre almeno 8 bambini), poi c'è un ciclo di 4 anni (non più gratuiti), ancora due anni di scuola superiore e infine, per i pochi privilegiati...l'università.  Probabilmente  Rashid ora non sa che ha il dovere, lui con tutti gli altri piccoli e piccole Rashid che popolano l'Africa di aiutare questo paese a crescere.  Per fare questo Rashid deve poter vivere, mangiare,guarire quando si ammala, crescere e studiare. 
Dall'altra parte del mondo c'è una bambina di otto anni, come Rashid, con i capelli biondi e la pelle chiara, ha la casa piena di giochi, va in vacanza, mangia cosa le piace,va a scuola tutti i giorni in macchina e un domani potrà scegliere cosa vuole fare nella vita, una bambina che potrà scriversi il proprio futuro. La bambina bionda non è nata in Africa e non riesce ad immaginare che è sufficiente abitare da un'altra parte del mondo per avere una vita completamente diversa, per non sapere se il domani sarà possibile..Rashid e la bambina bionda, probabilmente mai si incroceranno nella vita, ma entrambi devono avere le stesse possibilità, perchè entrambi sono due bambini ed entrambi devono scrivere ancora la loro storia. NON DEVONO ESISTERE diritti di nascita, I BAMBINI SONO UGUALI IN TUTTO IL MONDO e devono avere gli stessi diritti. Non so cosa faranno Rashid e la bambina bionda nella vita, ma tocca a noi privilegiati che viviamo da questa parte del mondo e i nostri figli sono come la bambina bionda,  dare ad entrambi la stessa possibilità...E ricordiamoci che aiutando un bambino dell' Africa non aiutiamo solo lui, ma anche noi stessi e i nostri figli. Tutti abbiamo il diritto di vivere nella nostra terra, di non lasciarla per poter sopravvivere malamente in un altro paese. Per questo io credo che la bimba bionda possa aiutare Rashid a giocare, mangiare, crescere e studiare e sono certa che lo faccia volentieri, in quanto ora sa che ha un fratello di un colore diverso, in uno stato diverso, che fa una vita diversa dalla sua...ma sa anche che questo bambino è come lei ...e sa soprattutto che aiutando lui, aiuta se stessa a vivere in un mondo migliore.
 

ADOZIONE A DISTANZA...PERCHE' OGNUNO HA IL DIRITTO DI CRESCERE NEL PROPRIO PAESE.


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